Home »
agenzieTag correlati:
notte,
orari,
naso,
classifica,
orecchie,
progress,
bar ,
occasione,
riunione,
nani,
30secondi,
spot,
gare,
colloqui,
occhi
scritto da Copy in stage mercoledì, gennaio 09, 2008,18:58
Poco è cambiato sotto questa luce da lampada al neon. Le mie dita corrono veloci sulla tastiera e Word reagisce. Sembra strano ma ormai scrivo senza guardare i tasti. Lo so, non ve ne frega una beata e mi pare anche giusto.
C'è una grande novità. Uno spot tv. Ovviamente non conto un cazzo sono solo una parte del grande progetto di nostro signore della comunicazione, ma come si dice rubo con gli occhi, con le orecchie, con la bocca e con il naso. Insomma. con tutto quello che posso. Proprio ieri mi sono rubato- udite udite - un pacchetto di gomme al bar. E ancora mi sento in colpa.
Per ora il mio compito è ... non è chiaro a nessuno qual sia il mio compito. Di questo mondo delle agenzie ancora mi sfuggono molte cose, bisogna tener presente che fino a ieri vivevo nel mondo delle superchicche dove i colori sono sgargianti e ipnotici, ma dove i cattivi sono i cattivi e i buoni i buoni. Qui è tutto un inchiappettamento a catena distribuire le responsabilità.
Sempre di più scopro che per sfondare bisogna usare più termini inglesi possibili e mi ci applico. Per chi non lo sapesse si parla più inglese nel marketing che nei sobborghi di Londra. Le le riperse si chiamano shooting, il regista dice action, io sono un copywriter in stage che lavora con un art director, di solito facciamo dei layout e il nostro lavoro è scandito da un progress. Ma soprattutto ad ogni richiesta si risponde yesss, altrimenti so cazz.
Tra poco avrò orribili e torbide storie da dietro le quinte di un spot e questo blog ne trarrà bei vantaggi. In campana Stay tuned.
scritto da Copy in stage giovedì, dicembre 20, 2007,15:32
Ieri ho partecipato alla mia prima cena natalizia d'agenzia. Pare che sia un classico di tutte le agenzie di pubblicità. Se ne fa una estiva e una per Natale. C'è chi prende un locale alla moda, chi usa l'agenzia stessa come location, chi prende una barca o chi fa una cena in un ristorante tecnofighettofintonewyorcheseleccato.
Noi apparteniamo all'ultima specie. Quella del ristorante. I due denominatori comuni di tutte le cene sono l'elevatissimo tasso alcolico e l'altrettanto elevato tasso di cattiveria misto al mettersi in mostra. Sedersi vicino all'amministratore delegato è molto ambito da chi ha una lingua adatta per tutti i tipi di scalata.
Oggi lo so. Si inizia così. Cocktail aperitivo. Più il miscuglio è cattivo e tossico più sei omo vero. Da quel momento in poi si segue quello che ordinano gli altri. Antipasto alla quanto so figo, primo con classe e secondo ricercato con letto di insalata. Nel senso di talmente microbo che tocca cercarselo nel piatto. Mi devo anche ricordare che non devo più commettere l'errore di chiamarla foglia di insalata, perché è un letto. (a me pareva una foglia).
Io ho preso un prosecco e dopo questo agli occhi di tutti sono gay almeno per i prossimi 2 anni. A seguire, cercando di recuperare, ho scelto a caso tra i cocktail. Un white russian. L'avevo visto nel Grande Lebowsky ma non avevo capito che ha la stessa potenza di una bomba H. Da quel momento in poi il mondo è cambiato.
Il direttore creativo che casualmente si era seduto vicino a me (perché lui è giovane e parla solo con i giovani) mi ha chiesto: "Dimmi, come ti trovi in agenzia?" E io che ancora mi dovevo riprendere dal mix prosecco e white russian ancora devo trovare le parole giuste per rispondergli. Presto gli manderò una mail.
L'amministratore illustrissimo ed egregio ha passato la serata a raccontare storie entusiasmati della sua vita. Aneddoti tipo: "Quando ero ragazzo avevo una vespa special, bianca". E tutti i liguoni attorno a lui: "Maddai è fichssimo, veramente una cosa ... come dire... pazzesca".
Gli account, quelli che non avevano la lingua impegnata perché troppo lontani dal target, si sfidavano a colpi di frecciatine. Robe che no ho capito bene, mi sa che erano brief non ancora passati sotto il correttore di word.
I creativi bevevano, bevevano e bevevano. Ma reggevano, reggevano e reggevano. Le loro chiacchiere erano fatte di: "Ti ricordi quando in quell'agenzia.. ah ah ah e poi quella notte, per la gara ah ah ah". Però simpatici. Sarò di parte (o forse inconsciamente lecchino, o forse era ancora white russian) ma facevano ridere. Un po' mono argomento ma sempre meglio che commentare annunci e spot visti su Luerzer's Archive***.
La cena si è conclusa con la scomparsa di Andrea, un producer. L'abbiamo trovato in bagno. Un bagno di marmo nero e lucido. Per capire in quale cesso era stramazzato (scena degna del miglior Tarantino) è bastato seguire la scia. Una lunga striscia biancastra striata di pezzettoni e foglie di insalata. Scusate, volevo dire letto di insalata.
Alla fine, con -5 gradi ho acceso il mio vespino e ho affrontato quel che rimaneva della notte passando per Via della Moscova. Ora che ci penso, minchia ho una vespa special bianca ma nessuno mi ha mai detto "maddai è fichssimo, veramente una cosa ... come dire... pazzesca". Strano no?
***Su questo farò un post. Una cena tra pubblicitari con un non pubblicitario che guarda nel vuoto sperando in un rapimento da parte dei marziani.
scritto da Copy in stage lunedì, novembre 12, 2007,12:08
Tutti i lunedì mattina, come nelle migliori tradizioni delle agenzie, l'allegra brigata si raduna per il progress. In pratica si analizza l’agenda dei lavori: chi deve fare cosa, quando ci si aspetta che il lavoro sia consegnato, chi lo segue e altro ancora.
Questo è il momento in cui i cetrioli di ogni forma e misura volano in tutte (ma proprio tutte) le direzioni. Già, perché in questa bella riunione, alla quale partecipano anche i nani da giardino (io compreso), si mette in evidenza chi ha qualche minuto di respiro libero. Insomma, per ogni buco libero c’è un cetriolo pronto.
Ovvie scene di ordinaria follia si materializzano nella sala riunioni. Parate di culo degne del miglior Buffon (durante i mondiali). Addetti alla produzione che si nascondono sotto i tavoli solo perché sotto le sedie ci sono i creativi. Account e responsabili account che, armati di brief, come cecchini colpiscono stagisti arrampicati sul monitor al plasma. C’è perfino qualcuno che si mimetizza tra i premi (oggi il mio art era uguale uguale ad un bronzo) ma nulla sfugge agli account cecchini.
Nulla tranne il semplice concetto di tempo.
Ecco la classifica, dal quinto al primo posto, delle date di scadenza di questa settimana:
Quinto posto con 9 punti = da definire.
Quarto posto con ben 11 punti = asap
Terzo posto, 11 punti = in fase di lavorazione.
Secondo posto, meritatissimo con 23 punti = in attesa (di qualcosa).
And the winner is, al primo posto, imbattuto da tempo immemore, il campione in carica, l’idolo delle folle che questa settimana ha realizzato la bellezza di 31 punti (record stagionale ma non ancora da guinness) = lasciato in bianco.
scritto da Copy in stage lunedì, novembre 05, 2007,16:04
Questo fine settimana mentre il 50% di Italia faceva il ponte,
un altro 50% festeggiava Halloween (che Dio stramaledica le zucche)
e il rimanente 50% faceva visita ai propri cari estinti
noi in agenzia chiudevamo la megaipergalatticaenorme presentazione per una gara.
Lo so i conti non tornano. 50+50+50+noi dovrebbe almeno fare 151. Ma i target si accavallano e anche in questo caso la somma non fa il totale.
Sono stati i 4 giorni (96 ore) più incredibili e lunghi della mia vita. Ho visto cose che voi umani... qualcuno potrebbe dire, ma io ho visto, sentito, letto, annusato, toccato, ascoltato, riletto, assaggiato cose che nessun umano dovrebbe mai.
Ho visto account dire tutto e il contrario di tutto per poi ridire che tutto è tutto ma è anche il non tutto e il suo contrario (non capisci cosa intendo? Eppure per loro era così chiaro).
Ho letto strategie e pianificazioni mezzi che se eravamo in una partita a Risiko chiunque avrebbe buttato la carta degli obiettivi, attaccato la Kamkatcha con un solo cararmatino e sperato bene. Chiunque tranne gli abitanti della Kamkatcha.
Ho annusato toner di tutti i colori mentre usciva dalla stampante inceppata. Chissà come mai capita solo di notte e solo durante le gare.
Ho toccato il culo alla statua di finto marmo alta un metro e 50 che l'AD ha voluto piazzare all'ingresso. Una scultura in carta pesta scala uno a uno che raffigura lui, il socio fondatore mentre ride. Probabilmente di noi che alle 3 del mattino gli tocchiamo il culo.
Ho ascoltato presentazioni interne fino al vomito. Infatti dopo la cena cinese, 8 involtini primavera cinesi, 6 birre cinesi e ben 12 biscotti della fortuna cinesi il mio art ha vomitato e bestemmiato in cinese.
Ho riletto tante di quelle volte gli stessi lay-out che alla fine poteva esserci q'ualsiasi erore dortografia e non me ne sarebbi mai acorto.
Ho anche assaggiato questo famoso sushi (鮨 o 鮓 o, più comunemente 寿司) che se non l'hai mai assaggiato non sai cosatiperdi e deviperforzaprovare. E ora posso dire: "Confermo, il pesce crudo mi fa schifo".
Quelle notti c'erano tutti. C'erano gli account, i copy, gli art director, i media planner, i DC, i buffoni di corte, la corte, gli ambulanti, i visionari, i ciarlatani, i fichissimi, gli illuminati, le cartomanti, la mela di Biancaneve, Biancaneve e i 6 nani (Dotto, Mammolo, Gongolo, Cucciolo, Pisolo e Brontolo).
Il settimo è stato spedito all'alba di oggi con un mega pacco. Destinazione ignota. Come il suo nome.
scritto da Copy in stage sabato, ottobre 27, 2007,14:03
Come dire. Questo blog mi ha portato bene. Da agosto ad oggi ho lavorato moltissimo e sono stati tutti lavori ricchi di comunicazione. Magari verbale.
Ho fatto il ponyexpress e i vaffa si sprecavano.
Ho lavorato in una birreria e proprio non riuscivo a comunicare con la spina. Sono stato aiuto dell'aiuto di un ex aiuto lavapiatti. Ero l'addetto alle tazzine, si parlava poco ma - wow - che divertimento. Poi a sorpresa, tra l'invio di una tonnellata di CV e l'altra, ho fatto un colloquio* e sono stato preso in - udite udite - un'agenzia di pubblicità.
Da tre settimane sono un vero copy assistant. Il mio compito consiste nello smazzarmi brochure (più che altro cataloghi), volantini e rileggere (solo per trovare errori di battitura, mica posso cambiare qualcosa, quello solo quando sarò copy con diritto di parola) montagne di testi di vario genere.
La luce la vedo poco, in tutti e due i sensi. Il primo è quello metaforico. Non vedo la fine di tutto questo, probabilmente in una vita precedente ero cliente e ora devo scontarla per questo.
Il secondo è in senso fisico. Esco tardissimo tutte le sere ad orari casuali a volte verso le 20 quando faccio mezza giornata (ridere please, è una battuta molto usata in agenzia). Altre verso l'una di notte. Quando esco metto in moto il mio vespino 50 special, accendo una sigaretta e felice scodinzolo verso casa. Lungo la strada incontro spesso la stessa gente e stiamo diventando amici.
C'è Mario. Il simpatico ma sempre stanco barista. Lavora al bar all'angolo dove tutte le sere prendo latte macchiato e cornetto. Ha la mia età ma una moglie e una bimba da mantenere. Per questo gli lascio laute mance (a volte l’impressionante cifra di 10 centesimi).
Poi c'è Laura. O meglio, c'è Luca che si fa chiamare Laura da quando si è operato/a. L'ho conosciuto una notte al bar, era molto tardi (verso le 2 mi pare). Faceva freddo e mi ha offerto un grappino. Anche lui si occupa di comunicazione. Però one to one. Fa il travestito e incassa in una sera quello che Mario ed io facciamo in un mese. No, a lui non lascio mance, si chiacchiera solo.
Oggi però è sabato ed eccezionalmente non si lavora. E io me la godo scrivendo qualcosa di mio. Stay tuned. Prometto solennemente con la mano sul cuore (bacino sulla croce) a chi mi ha scritto in PVT: "Ci saranno molti più post".
* Prometto anche che farò un post tutto sui colloqui, ne vale la pena.
scritto da Copy in stage mercoledì, agosto 08, 2007,15:25
L'invio dei CV ha dato buoni esiti. Almeno per la prima fase. Udite udite, sono stato chiamato da ben 3 agenzie. E ancora non avevo finito di inviare tutti i CV che avevo preparato. Se tutto va bene ne farò coriandoli. Però, calma calma e facciamo piccoli passi.
Dicevo, ho ben tre appuntamenti. Agenzia grande e famosa, agenzia piccola ma vicino casa e agenzia alla quale non mi pare di aver mandato niente. Da questo momento in poi le chiamerò XXL, M e MAH.
L'agenzia XXL l'ho beccata per fortuna, direi culo spropositato.
Ero preso dalla ricerca di materiali informatici, notizie e nozioni che potenzialmente potevano migliorare la mia conoscenza.
Vagavo per la rete alla ricerca di un file per craccare un programminio idiota scaricato pochi minuti prima.
Il caso ha voluto che il nome del programma sia molto simile al nome dell'agenzia. Così, come nulla fosse, ho scritto una mail (una più una meno non poteva far danni). Diciamo pure che era una mail dettata dalla mia ignoranza. Non conoscevo la sigla dell'agenzia e ho scritto senza troppi paletti mentali. La cosa ha funzionato e ora ho vinto (meglio di un terno al lotto) un colloquio con l'illustrissimo DC.
L'agenzia M mi ha chiamato di sua spontanea volontà, o quasi. Hanno letto il CV, li ho richiamati 5 volte e alla sesta hanno detto che vorrebbero vedere il mio portfolio, gli costa meno farmi un colloquio che assumere una nuova segretaria tutta per me. Stanno facendo delle selezioni per un copy junior. Per il fortunato vincitore in palio hanno messo: 5 euro al giorno in buoni pasto, assicurazione e forse (ma proprio forse forse) un contratto da stagista. Che poi vuol dire 5 euro al giorno in buoni pasto e assicurazione, però messo nero su bianco.
L'agenzia MAH non solo mi ha chiamato. Mi ha lasciato 2 messaggi in segreteria (il cell era spento), inviato una mail e mandato un sms. Devo proprio aver fatto colpo. Gonfio di orgoglio li chiamo, mi passano subito il boss e la telefonata va più meno così:
Boss: Buongiorno, anzi diamoci del tu... ciao!
Io: Ciao, allora, io sono un copywriter. O meglio vorrei esserlo. Mi piacerebbe farvi, ehm farti vedere il mio portfolio. Dimmi, quando possiamo vederci? Per me va benissimo quando vuoi tu.
Boss: Bene, fammi dire qualcosa di noi. Ci occupiamo di grafica, facciamo piccole campagne, cose per piccoli clienti ma c'è l'opportunità di fare cose belle.
Io (tra me e me): Bello, molto bello. Da qualche parte bisogna iniziare, quindi bello.
Boss: Dimmi, sai usare il computer?
Io: certo.
Boss: Office? Word? Excel? Posta elettronica? E come te la cavi al telefono con i fornitori?
Io: Sì, sì, sì, sì ... Cosa? Io sono un copy, almeno vorrei, e credevo che...
Boss: Sei un...? Noi stiamo cercando una segretaria, sarebbe meglio donna ma va bene anche un ragazzo.
Io: ah... tu tu tu tu tu tu tu tu