Lavoro in nero? È perché non si vede la luce.
scritto da Copy in stage sabato, ottobre 27, 2007 ,14:03
Come dire. Questo blog mi ha portato bene. Da agosto ad oggi ho lavorato moltissimo e sono stati tutti lavori ricchi di comunicazione. Magari verbale.
Ho fatto il ponyexpress e i vaffa si sprecavano.
Ho lavorato in una birreria e proprio non riuscivo a comunicare con la spina. Sono stato aiuto dell'aiuto di un ex aiuto lavapiatti. Ero l'addetto alle tazzine, si parlava poco ma - wow - che divertimento. Poi a sorpresa, tra l'invio di una tonnellata di CV e l'altra, ho fatto un colloquio* e sono stato preso in - udite udite - un'agenzia di pubblicità .
Da tre settimane sono un vero copy assistant. Il mio compito consiste nello smazzarmi brochure (più che altro cataloghi), volantini e rileggere (solo per trovare errori di battitura, mica posso cambiare qualcosa, quello solo quando sarò copy con diritto di parola) montagne di testi di vario genere.
La luce la vedo poco, in tutti e due i sensi. Il primo è quello metaforico. Non vedo la fine di tutto questo, probabilmente in una vita precedente ero cliente e ora devo scontarla per questo.
Il secondo è in senso fisico. Esco tardissimo tutte le sere ad orari casuali a volte verso le 20 quando faccio mezza giornata (ridere please, è una battuta molto usata in agenzia). Altre verso l'una di notte. Quando esco metto in moto il mio vespino 50 special, accendo una sigaretta e felice scodinzolo verso casa. Lungo la strada incontro spesso la stessa gente e stiamo diventando amici.
C'è Mario. Il simpatico ma sempre stanco barista. Lavora al bar all'angolo dove tutte le sere prendo latte macchiato e cornetto. Ha la mia età ma una moglie e una bimba da mantenere. Per questo gli lascio laute mance (a volte l’impressionante cifra di 10 centesimi).
Poi c'è Laura. O meglio, c'è Luca che si fa chiamare Laura da quando si è operato/a. L'ho conosciuto una notte al bar, era molto tardi (verso le 2 mi pare). Faceva freddo e mi ha offerto un grappino. Anche lui si occupa di comunicazione. Però one to one. Fa il travestito e incassa in una sera quello che Mario ed io facciamo in un mese. No, a lui non lascio mance, si chiacchiera solo.
Oggi però è sabato ed eccezionalmente non si lavora. E io me la godo scrivendo qualcosa di mio. Stay tuned. Prometto solennemente con la mano sul cuore (bacino sulla croce) a chi mi ha scritto in PVT: "Ci saranno molti più post".
* Prometto anche che farò un post tutto sui colloqui, ne vale la pena.
Ho fatto il ponyexpress e i vaffa si sprecavano.
Ho lavorato in una birreria e proprio non riuscivo a comunicare con la spina. Sono stato aiuto dell'aiuto di un ex aiuto lavapiatti. Ero l'addetto alle tazzine, si parlava poco ma - wow - che divertimento. Poi a sorpresa, tra l'invio di una tonnellata di CV e l'altra, ho fatto un colloquio* e sono stato preso in - udite udite - un'agenzia di pubblicità .
Da tre settimane sono un vero copy assistant. Il mio compito consiste nello smazzarmi brochure (più che altro cataloghi), volantini e rileggere (solo per trovare errori di battitura, mica posso cambiare qualcosa, quello solo quando sarò copy con diritto di parola) montagne di testi di vario genere.
La luce la vedo poco, in tutti e due i sensi. Il primo è quello metaforico. Non vedo la fine di tutto questo, probabilmente in una vita precedente ero cliente e ora devo scontarla per questo.
Il secondo è in senso fisico. Esco tardissimo tutte le sere ad orari casuali a volte verso le 20 quando faccio mezza giornata (ridere please, è una battuta molto usata in agenzia). Altre verso l'una di notte. Quando esco metto in moto il mio vespino 50 special, accendo una sigaretta e felice scodinzolo verso casa. Lungo la strada incontro spesso la stessa gente e stiamo diventando amici.
C'è Mario. Il simpatico ma sempre stanco barista. Lavora al bar all'angolo dove tutte le sere prendo latte macchiato e cornetto. Ha la mia età ma una moglie e una bimba da mantenere. Per questo gli lascio laute mance (a volte l’impressionante cifra di 10 centesimi).
Poi c'è Laura. O meglio, c'è Luca che si fa chiamare Laura da quando si è operato/a. L'ho conosciuto una notte al bar, era molto tardi (verso le 2 mi pare). Faceva freddo e mi ha offerto un grappino. Anche lui si occupa di comunicazione. Però one to one. Fa il travestito e incassa in una sera quello che Mario ed io facciamo in un mese. No, a lui non lascio mance, si chiacchiera solo.
Oggi però è sabato ed eccezionalmente non si lavora. E io me la godo scrivendo qualcosa di mio. Stay tuned. Prometto solennemente con la mano sul cuore (bacino sulla croce) a chi mi ha scritto in PVT: "Ci saranno molti più post".
* Prometto anche che farò un post tutto sui colloqui, ne vale la pena.



