Biancaneve e i 6 nani.

scritto da Copy in stage lunedì, novembre 05, 2007,16:04
Questo fine settimana mentre il 50% di Italia faceva il ponte,
un altro 50% festeggiava Halloween (che Dio stramaledica le zucche)
e il rimanente 50% faceva visita ai propri cari estinti
noi in agenzia chiudevamo la megaipergalatticaenorme presentazione per una gara.

Lo so i conti non tornano. 50+50+50+noi dovrebbe almeno fare 151. Ma i target si accavallano e anche in questo caso la somma non fa il totale.

Sono stati i 4 giorni (96 ore) più incredibili e lunghi della mia vita. Ho visto cose che voi umani... qualcuno potrebbe dire, ma io ho visto, sentito, letto, annusato, toccato, ascoltato, riletto, assaggiato cose che nessun umano dovrebbe mai.

Ho visto account dire tutto e il contrario di tutto per poi ridire che tutto è tutto ma è anche il non tutto e il suo contrario (non capisci cosa intendo? Eppure per loro era così chiaro).

Ho letto strategie e pianificazioni mezzi che se eravamo in una partita a Risiko chiunque avrebbe buttato la carta degli obiettivi, attaccato la Kamkatcha con un solo cararmatino e sperato bene. Chiunque tranne gli abitanti della Kamkatcha.

Ho annusato toner di tutti i colori mentre usciva dalla stampante inceppata. Chissà come mai capita solo di notte e solo durante le gare.

Ho toccato il culo alla statua di finto marmo alta un metro e 50 che l'AD ha voluto piazzare all'ingresso. Una scultura in carta pesta scala uno a uno che raffigura lui, il socio fondatore mentre ride. Probabilmente di noi che alle 3 del mattino gli tocchiamo il culo.

Ho ascoltato presentazioni interne fino al vomito. Infatti dopo la cena cinese, 8 involtini primavera cinesi, 6 birre cinesi e ben 12 biscotti della fortuna cinesi il mio art ha vomitato e bestemmiato in cinese.

Ho riletto tante di quelle volte gli stessi lay-out che alla fine poteva esserci q'ualsiasi erore dortografia e non me ne sarebbi mai acorto.

Ho anche assaggiato questo famoso sushi (鮨 o 鮓 o, più comunemente 寿司) che se non l'hai mai assaggiato non sai cosatiperdi e deviperforzaprovare. E ora posso dire: "Confermo, il pesce crudo mi fa schifo".

Quelle notti c'erano tutti. C'erano gli account, i copy, gli art director, i media planner, i DC, i buffoni di corte, la corte, gli ambulanti, i visionari, i ciarlatani, i fichissimi, gli illuminati, le cartomanti, la mela di Biancaneve, Biancaneve e i 6 nani (Dotto, Mammolo, Gongolo, Cucciolo, Pisolo e Brontolo).

Il settimo è stato spedito all'alba di oggi con un mega pacco. Destinazione ignota. Come il suo nome.
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Lavoro in nero? È perché non si vede la luce.

scritto da Copy in stage sabato, ottobre 27, 2007,14:03
Come dire. Questo blog mi ha portato bene. Da agosto ad oggi ho lavorato moltissimo e sono stati tutti lavori ricchi di comunicazione. Magari verbale.

Ho fatto il ponyexpress e i vaffa si sprecavano.
Ho lavorato in una birreria e proprio non riuscivo a comunicare con la spina. Sono stato aiuto dell'aiuto di un ex aiuto lavapiatti. Ero l'addetto alle tazzine, si parlava poco ma - wow - che divertimento. Poi a sorpresa, tra l'invio di una tonnellata di CV e l'altra, ho fatto un colloquio* e sono stato preso in - udite udite - un'agenzia di pubblicità.

Da tre settimane sono un vero copy assistant. Il mio compito consiste nello smazzarmi brochure (più che altro cataloghi), volantini e rileggere (solo per trovare errori di battitura, mica posso cambiare qualcosa, quello solo quando sarò copy con diritto di parola) montagne di testi di vario genere.

La luce la vedo poco, in tutti e due i sensi. Il primo è quello metaforico. Non vedo la fine di tutto questo, probabilmente in una vita precedente ero cliente e ora devo scontarla per questo.

Il secondo è in senso fisico. Esco tardissimo tutte le sere ad orari casuali a volte verso le 20 quando faccio mezza giornata (ridere please, è una battuta molto usata in agenzia). Altre verso l'una di notte. Quando esco metto in moto il mio vespino 50 special, accendo una sigaretta e felice scodinzolo verso casa. Lungo la strada incontro spesso la stessa gente e stiamo diventando amici.

C'è Mario. Il simpatico ma sempre stanco barista. Lavora al bar all'angolo dove tutte le sere prendo latte macchiato e cornetto. Ha la mia età ma una moglie e una bimba da mantenere. Per questo gli lascio laute mance (a volte l’impressionante cifra di 10 centesimi).

Poi c'è Laura. O meglio, c'è Luca che si fa chiamare Laura da quando si è operato/a. L'ho conosciuto una notte al bar, era molto tardi (verso le 2 mi pare). Faceva freddo e mi ha offerto un grappino. Anche lui si occupa di comunicazione. Però one to one. Fa il travestito e incassa in una sera quello che Mario ed io facciamo in un mese. No, a lui non lascio mance, si chiacchiera solo.

Oggi però è sabato ed eccezionalmente non si lavora. E io me la godo scrivendo qualcosa di mio. Stay tuned. Prometto solennemente con la mano sul cuore (bacino sulla croce) a chi mi ha scritto in PVT: "Ci saranno molti più post".

* Prometto anche che farò un post tutto sui colloqui, ne vale la pena.
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